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| Difetti del tiraggio Da quanto descritto dalla teoria dei camini, dovrebbe essere chiaro quanto delicato sia il funzionamento di un camino e quanti fattori possano influenzarlo: in questa sezione tratteremo alcuni dei più importanti. Il vento
Oltre che alla direzione ed alla forza del vento, anche la posizione della canna fumaria e del comignolo rispetto al tetto della casa ed al paesaggio circostante è importante. Le immagini seguenti saranno più chiare di molte parole.
Il vento influenza il funzionamento del camino anche indirettamente, creando zone di surpressione e di depressione oltre che all'esterno (vedi sopra), anche all'interno delle abitazioni.
Negli ambienti direttamente esposti al vento (2) può crearsi una
surpressione interna che può favorire il tiraggio di stufe e caminetti, ma
che può essere contrastata dalla surpressione esterna, se il comignolo è
posto dal lato esposto al vento (1). Al contrario, negli ambienti opposti
alla direzione del vento (3) può crearsi una depressione dinamica che entra
in concorrenza con la depressione termica sviluppata dal camino, che però
può essere compensata (talvolta) ponendo il comignolo dal lato opposto alla
direzione del vento (4).
Un camino esterno esposto a
tramontata è soggetto ad una dispersione termica assai maggiore di un camino
esposto a mezzogiorno. In case saltuariamente abitate, dove il camino è
usato raramente, il raffreddamento della canna fumaria dovuto alla scarsa
insolazione ed all'effetto del vento può essere tale da far diventare l'aria
contenuta al suo interno talmente più densa e pesante della più temperata
aria interna alla casa, da provocare l'inversione del tiraggio naturale.
La disposizione degli ambienti della casa, il tipo di finiture adottato, la presenza di altri impianti termotecnici possono ugualmente influire sul corretto tiraggio di un camino. In generale, l'altezza della
canna fumaria influisce positivamente sul tiraggio, ma nel caso di camini
esterni alla casa, maggiore ne è l'altezza, maggiore ne è la superficie
esposta alle intemperie, e quindi la dispersione termica. Poiché il
"tiraggio" di un camino è determinato, oltre che dalla sua altezza, anche
dall'alta temperatura dei fumi, un'eccessiva dispersione termica è
controproducente. L'installazione, anche in altri ambienti della casa, di aspiratori elettromeccanici ( cappe da cucina ventilate, aspiratori nei bagni, etc), crea ugualmente forti depressioni che impediscono il corretto funzionamento dei camini. Anche la presenza di due o più camini all'interno della stessa casa crea disfunzioni: in generale, l'impianto più potente tende a sottrarre aria comburente agli altri, creando ritorni di fumo. Infine, anche soltanto l'installazione di infissi a perfetta tenuta stagna, creando una sorta di saracinesca artificiale ( vedi teoria dei camini) impedisce l'afflusso di aria fresca esterna, bloccando il rifornimento al camino e facendone stagnare i fumi. Efficienza della stufa Difetti della installazione Il canale da fumo è il tratto di raccordo tra l’uscita dei fumi della stufa e la canna fumaria vera e propria. In teoria, dovrebbe essere il più corto possibile, ma in molti impianti esigenze architettoniche possono porre una notevole distanza tra la stufa e la canna fumaria, con conseguenti lunghi tratti suborizzontali, che riducono l’efficienza del camino (vedi teoria dei camini). Per di più è uso comune utilizzare il tubo da stufa come fonte accessoria di riscaldamento, facendolo passare attraverso vari ambienti, pratica del tutto sconsigliabile. Il riscaldamento necessario deve provenire esclusivamente dalla stufa. La dispersione di calore dal canale abbassa la temperatura dei fumi, con conseguente perdita di tiraggio e forte formazione di condensa, due difetti che, provocando una perdita di efficienza dell’impianto ed un precoce logoramento dei suoi componenti, non compensano quel po’ di calore in più rubato ai fumi. Uno dei più comuni problemi di installazione è la differenza di sezione tra l’uscita dei fumi della stufa e quella di ingresso del camino. Se il camino è corto, largo e scarsamente coibentato, (classico caso di canna fumaria per caminetto tradizionale aperto), i fumi in uscita dalla stufa si espandono (un gas tende ad occupare tutto il volume che ha a disposizione) e diminuiscono di temperatura, riducendo il tiraggio e provocando eccessi di condensa. In questo caso sarà consigliabile reincamiciare il camino con un condotto interno più piccolo. Un altro comune errore è quello di collegare il tubo della stufa ad un camino esistente, lasciando che questo resti a servizio anche del vecchio impianto. In questo modo, due impianti a combustibile solido sono uniti dalla stessa canna fumaria, il che è sbagliato e pericoloso. Se i due impianti sono usati contemporaneamente, il carico complessivo dei fumi può essere eccessivo per la sezione esistente del camino, provocando ritorni di fumo; se viene usata una sola stufa, il calore dei fumi provoca, sì, il tiraggio del camino, il quale però aspirerà aria fredda anche dall’apertura dell’impianto spento, raffreddando di nuovo i fumi, e bloccando il tiraggio. Se, infine, i due impianti sono posti a livelli diversi, oltre ai problemi esposti, si può interferire con lo stesso principio dei vasi comunicanti, provocando un andamento dei fumi di combustione irregolare ed imprevedibile. Tipo di combustibile impiegato La legna verde contiene un'alta percentuale di umidità, che
durante la combustione assorbe grandi quantità di calore per trasformarsi in
vapore: perciò, anche se la quantità di calore prodotta
durante la combustione è notevole, la temperatura dei fumi carichi di vapore
può essere troppo bassa per assicurare un buon tiraggio.
Conseguenze dei difetti
del tiraggio per gentile concessione www.alfredoneri.com |